07 agosto 2008

NONA TAPPA - Burgos - Castrojeriz (40 Km)

07/Agosto/2008

Patenza senza scossoni, piano piano, insieme al ragazzo Torinese incontrato ieri (e' partito malgrado abbia le spine di un riccio marino sotto al piede) affrontiamo i 12 km che ci separano dalla primo paese, e dalla prima colazione. Superiamo i ragazzi della parrocchia padovana incontrati ieri nel palazzatto sportivo, camminano in silenzio, distanziati per direttive imposte, ordinati ed un po' tristi.
La colazione, la stessa di ormai tutte le mattina, ci da' la forza di proseguire, la strada fuori Burgos termina in un attimo lasciando spazio alla campagna coltivata. Il terreno qui' e' veramente facile da percorrere, liscio e con pochi sassi ti accompagna oltre la prima collina per un rapida salita quasi in vista del primo "pueblo". Dopo una lunga sosta ci separiamo, ha deciso di non affaticare troppo il piede. Proseguo solo verso San Boi (dove da guida, e' meglio dormire fuori se non piove) che rimane un centinio di metri fuori dalla retta via per Santigo e quindi non vedro'. Quasi 11 km. Senza una fonte o un bar, sotto al solito sole, alla solita temperatura cocente. Hontanas si fa desiderare, celato alla vista da un dislivello che lascia scorgere solo una parte del campanile. Vi arrivo ad un orario che mi consente di proseguire. Bene allora, parto. Sono "solo" altri 10. Alla fine del pese c'e' una piscina, resisto all'attrazione e proseguo solo per Castrojeriz. Mi raggiunge un ragazzo con il quale avevo scambiato qualche parola la sera precedente, in due e di buon passo si cammina molto meglio. In poco meno di due ore ci siamo. Il primo albergue era una sorta di capannone industriale, nello spazio verde fuori dall'edicificio trovavano posto delle piccole piazzole per campeggiare. Proseguiamo. Quando credo di avere finto, tendo un po a perdere la concentrazione, il dolore delle vescihe aumenta e zoppico molto vistosamente. Mi trascino per le salite acciottolate del pesino, Trovo asilo per 7 euro e saluto l'improvvisato compagno che decide di cercare altrove qualcosa di piu' economico. Sono uno straccio. Mi arrampivo al secondo piano del catello e dormo. Un paio d' ore dopo mi faccio una doccia e bevo un'allegra birra offertami da un simpatico spagnolo. Prometto di ricambiare il favore poi torno riposare fino alla cena. Cenero' solo per la prima volta dalla mia partenza, in un locale deserto (la mia miglior cena da quando ho lasciati casa). Prendo un antinffiammatorio per lenire la sofferenza, mi stendo nel letto e dormo instantaneamente.