08 agosto 2008

DECIMA TAPPA - Castrojeriz - Carillon de los Condes (44 Km)

08/Agosto/2008

Sveglia di buon ora, i panni sono tutti lavati e ben asciutti nelle loro buste dentro uno zaino ordinato come il primo giorni, colazione con donativo in albergue prima della partenza. La decina di km che mi separano dal primo paese taglia un monte, solo e ripido, un' ascensione continua, monodirezionale molto dura, una ripida discesa e una lunga pianura.

Faccio colazione solo, chiaccherando con alcuni avventori mai visti prima. Arrivo a Boadilla dove conosco 3 ragazzi partiti il mio stesso giorno con varie motivazioni, ma ora appare chiaro vogliano giungere a piedi a Santiago nel minor tempo possibile. Camminiamo insieme i 6 km per Fromista dove ci riposiamo. Fa caldo e ho gia' percorso 24 Km. Continuo con l'dea di fermarmi appena possibile, 5 o 10 km. Ma ora sono riposato e la gambe vanno bene. Proseguo solo fino a Villovieco dove incontro Mara, con la quale proseguo nel pomeriggio assolato. Il paese successivo veniamo raggiunti dai 3 sportivi e, in gruppo, arriviamo a Villacalzar. Il locale albergue non ha posto, una quindicina di persone dormiranno duori, nel parco. Qualcuno vuole andare in albergo, qualcuno dormire sotto ad un cespuglio. Si decide che la cosa migliore per "tutti" sia raggiungere il prossimo paese, 6 km. In meno di un'ora ci siamo. Il primo albergue non mi piace proprio, e' un parrocchiale annesso alla chiesa, mi pare triste e adatto solo ad una grande penitenza (dalla quale mi voglio sottrarre). I ragazzi si fermano. Mara ed io proseguiamo con la certezza di trovare posto in almeno uno degli altri 2. Sono le 20 passate, credo di aver percorso un altro km almeno, sono tutti completi, e se non bastasse i supermercati sono chiusi. Sono lettaralmente esausto, non posso tornare al primo albergue, non ne ho le forze. Mare bussa alla porta della "tienda" chiusa, che forse impietositi, ci aprono per una piccola e veloce spesa. Da qui si vede una bella cattedrale, poco distante e ben illuminata. La raggiungiamo, mi sdraio e curo un po' i piedi dolenti. Ceniamo sommariamente fino a quando il richiamo del sonno si fa impellente, ci spostiamo nel prato vicino ad un albero. Indossiamo abiti pesanti nella calda sera estiva al far del tramonto. Ci sono 24 gradi. Mi addormento immediatamente per risvegliarmi solo dopo qualche ora per controllare che non vi sia in giro nessuno. Tutto tranquillo. Fa freddo ora, sono le 5 del mattino, 11 gradi e il mio sacco e' adatto a 18+. Non fa nulla, non ho alternative. Una stella cadente apre il cielo in due. Dormo ancora un po'.