30 luglio 2008

PRIMA TAPPA - St. Jean - Roncisvalle (26 Km)

30/Luglio/2008

Sveglia di buon'ora per una colazione condivisa con i gestori del locale. Supero Porte D'Espagne alle 7 in un mattino dal cielo serano, con i pascoli velati di nebbia bassa. I primi chilometri di salita si fanno sentire, poi va nettamente meglio, passa un po' il fiatone e le gambe si distendono lentamente. La strada e' asfaltata, non c'è traffico, imbocco la "via alta" senza accorgermene, da qui una lunga e costante ascensione a moderata pendenza risale il versante destro del monte fino quasi alla cima. Continuerà così per molti chilometri, asfalto e asfalto, pascoli e pascoli in una monotonia che lascia all'immaginazione il tempo di prefigurare un paesaggio descritto diversamente nella mia guida. Si superano alcuni "albergue"continuando a salire lentamente fino a che la strada muta in un sentiero erboso largo e curato, si intravvede una vetta. Poi si scende un poco e si risale per sentieri di terra battuta stretti fra due ali di filo spinato che cinge per alcuni tratti i boschi di noci e noccioli. Una fonte affollata prima dell' l'ultima "vetta" (1400 s.l.m.) poi si apre in una bella cima di prati verdi, una pianura sottostante ed un paese all'orizzonte, un sentiero sulla destra, una strada d' asfalto a sinistra, quale di queste ci permettono di raggiungere Roncisvalle? Da qui non si vede, più vicina di quanto non si pensi, ai piedi della ripida discesa. Per tutta la salita, molti "falchetti" accompagnano la via dei viandanti, giocando con le termiche generose e il vento forte che risale le creste tonde e docili, greggi di pecore, verdi pascoli.

Vi è una ulteriore deviazione che consente di visitare il punto epico nel quale Carlo Magno rivolse una preghiera... dove oggi, un monumento ed una chiesa poco curata ne ricordano le gesta. Molti lasciano delle croci a testimonianza del loro passaggio, ve ne sono davvero molte, grandi e piccole, con incisioni curate ed estemporanee scritte a pennarello. La deviazione non mi soddisfa affatto, vi sono molti turisti in auto, ma Roncisvalle è vicina.
Sono circa le 14, molta gente attende in un bar l'apertura dell'ostello, senza sapere esattemente come sia organizzato, si fanno due chiacchere, si mangia qualcosa.
Credevo che Roncisvalle fosse un piccolo borgo immerso e celato da boschi scuri e fatati, sono un po' deluso. Roncisvalle, due bar, una chiesa, un grande palazzo museo, una grande "casa ostello" e poco altro. Alle 16 aprono le porte dell' accoglienza e una fiumana di pellegrini si accalca in coda, lasciando gli zaini a terra con le credenziali quasi nuove nelle mani si entra ordianti nella sala, si compila un modulo/questionario, si riceve il timbro e una sorta di ricevuta che servirà per l'albergue situato non lontano, oltre la strada. Il grande camerone medioevale è organizzato con letti a castello accoppianti come matrimoniali, dalle 22 alle 6 non si potrà entrare ne uscire, le luci verranno spente e il silenzio cosciente lascerà il posto ai rumori della notte, il russare, lo scricchiolio dei letti, siamo in oltre 120 qui, tutti abituati ai ritmi propri della vita consueta. Sono uno dei primo a prendere posto che dividerò con un coreano che non apre bocca eppure se incitato, nel piano inferiore, 2 computer, 2 lavatrici e due docce, due. La coda è inevitabile. Si lavano i panni e si stendono al vento forte della sera che avanza. Poi, senza costrizione si assiste alla messa cantata nella cappella, alla benedizione dei pellegrini nelle varie lingue, specificando numero e nazionalità delle persone fatte avanzare verso il centro della bella chiesa. Non sono cattolico, ma certo assistere ad un rito del genere è piacevole. Rimane il tempo per cenare, menù del pellegrino. Poi la notte.

Nelle foto, i monti e il casermone di pietra.